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Energie alternative: quali sono e che vantaggi portano

La rivoluzione industriale ha innescato un ricorso sempre più massiccio alla produzione di energia da fonti fossili che, come ben sappiano, presentano due gravi controindicazioni: compromettono l’ambiente in cui viviamo e non sono affatto illimitate.
Proprio per questi motivi il progresso tecnologico si è indirizzato verso lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili che, proprio perché non compromettono l’ecosistema, possono ritenersi inesauribili.

Sono fonti di energia rinnovabile i raggi del sole, il vento, il movimento dell’acqua e del mare, il calore del sottosuolo, la crescita dei vegetali e le stesse biomasse. Da tutti questi fenomeni naturali è possibile produrre energia senza inquinare, senza alterare l’ecosistema.
Ma vediamo quali sono le principali tecnologie per produrre energia pulita.



L’acqua e l’energia idroelettrica

Le centrali idroelettriche sono le prime e più diffuse tecnologie per produrre energia rinnovabili. L’Italia è un paese che può ben sfruttare la morfologia del proprio territorio per ottenere il massimo rendimento dalle pendenze e dagli invasi naturali (e artificiali), dai quali attraverso la caduta dell’acqua, è possibile far ruotare le turbine per produrre elettricità.

Il sole e l’energia solare

L’energia solare può essere ricavata prevalentemente mediante due diversi processi di produzione. Utilizzando i pannelli solari termici, il calore della nostra stella viene catturato per scaldare l’acqua che poi viene convogliata in impianti di distribuzione. Invece, sfruttando i pannelli fotovoltaici si catturano i fotoni per generare così energia attraverso un inverter.

Quella solare è senza dubbio la fonte di energia più familiare, non è raro infatti scorgere dei pannelli montati sui tetti delle nostre case. Non mancano poi guide e consigli su come costruire un pannello solare fai da te. Insomma si tratta di una fonte di energia alla portata di tutti.

Il vento e l’energia eolica

È un’altra fonte di energia pulita che non manca in gran parte d’Italia. Negli ultimi vent’anni gli impianti eolici si sono diffusi sui crinali di montagna e in prossimità del mare. A seconda delle caratteristiche della zona possono essere sia montate numerose pale di piccole dimensioni che giganteschi piloni con enormi bracci rotanti. L’unica controindicazione può essere di ordine paesaggistico.

Il legno e gli impianti a biomassa

Possiamo inserire tra le rinnovabili anche il legno in quanto da un lato la combustione delle piante esiste in natura e da sola non compromette l’ambiente; dall’altro gli impianti a biomassa sono in grado di trasformare la fermentazione naturale dei vegetali in energia.

Il sottosuolo e l’energia geotermica

La crosta terrestre è disseminata di valvole di sfogo dalle quali fuoriesce parte del calore presente all’interno del pianeta. Le centrali termiche sfruttano questo calore per distribuirlo in impianti di riscaldamento oppure per trasformarlo in energia elettrica.



Il mare e l’energia marina

Anche il moto delle correnti marine può essere sfruttato per produrre energia, anche se questo tipo di tecnologia non è ancora diffusa per via degli attuali elevati costi di realizzazione degli impianti.

I vantaggi delle energie rinnovabili e l’impatto ambientale

Le fonti rinnovabili su elencante hanno il grosso vantaggio di avere un bassissimo impatto ambientale. A loro non è infatti connessa l’emissione di anidride carbonica e di altre sostanze inquinanti. Basso impatto ambientale vuol dire che, a differenza delle energie non rinnovabili, non si compromette il futuro del pianeta Terra. Si tratta quindi di una scelta di responsabilità, a livello individuale e collettivo, nei confronti delle generazioni future.

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